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		<title>Fornero: riforma del mercato del lavoro anche senza il Pd. Andiamo avanti, Elsa!</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 17:39:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<script src="http://connect.facebook.net/en_US/all.js#appId=228029537280675&amp;xfbml=1"></script>
&#8216;Penso che anche il Pd possa votare una buona riforma, ma se ci sara&#8217; accordo solo su una riforma che il Governo non giudica buona, il Governo si assumera&#8217; la responsabilita&#8217; di andare avanti e il Parlamento si assumera&#8217; la responsabnilita&#8217; di appoggiarlo o meno&#8217;. Lo ha dichiarato parlando dell&#8217;articolo 18 il ministro del Welfare, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/22/fornero-riforma-del-mercato-del-lavoro-anche-senza-il-pd-andiamo-avanti-elsa/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>&#8216;Penso che anche il Pd possa votare una buona riforma, ma se ci sara&#8217; accordo solo su una riforma che il Governo non giudica buona, il Governo si assumera&#8217; la responsabilita&#8217; di andare avanti e il Parlamento si assumera&#8217; la responsabnilita&#8217; di appoggiarlo o meno&#8217;. Lo ha dichiarato parlando dell&#8217;articolo 18 il ministro del Welfare, Elsa Fornero.</p>
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		<title>Caso Magliocca: &#8220;il fatto non sussiste&#8221;. Ma intanto ha perso la carica e il lavoro</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:26:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giorgio Magliocca]]></category>
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di Marco Demarco &#8211; Tutti coloro che hanno pubblicamente sospettato o esplicitamente accusato Giorgio Magliocca, l&#8217;ex sindaco di Pignataro Maggiore (collaboratore di Alemanno) finito sotto inchiesta e preventivamente incarcerato, farebbero bene a chiedere scusa e a spiegare perché si sono scagliati contro di lui, sulla base di quale convinzione o suggestione, cosi da aiutare noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/22/caso-magliocca-il-fatto-non-sussiste-ma-intanto-ha-perso-la-carica-e-il-lavoro/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>di <a href="http://vedinapoli.corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/articoli/2012/02/magliocca_linnocente_incarcera.html">Marco Demarco</a> &#8211; Tutti coloro che hanno pubblicamente sospettato o esplicitamente accusato Giorgio Magliocca, l&#8217;ex sindaco di Pignataro Maggiore (collaboratore di Alemanno) finito sotto inchiesta e preventivamente incarcerato, farebbero bene a chiedere scusa e a spiegare perché si sono scagliati contro di lui, sulla base di quale convinzione o suggestione, cosi da aiutare noi tutti a capire come vanno certe cose, come si creano certe campagne e come si alimenta una certa macchina del fango.</p>
<p>Ha ragione Feltri: facciano come ha fatto Saviano, che già qualche tempo fa indirizzò a Magliocca una lettera per chiarire che quel che aveva scritto su di lui e su i suoi presunti rapporti con i clan era frutto di una frettolosa raccolta di informazioni. Magliocca, che intanto ha perso la carica e il lavoro, doveva rispondere di concorso esterno in associazione mafioso, ma il gup del tribunale di Napoli Eduardo De Gregorio ha stabilito che &#8220;il fatto non sussiste&#8221;. Lo stesso Saviano, oltre la lettera privata, ora, alla luce del pronunciamento del gup, potrebbe meglio spiegare a noi tutti come certe cose possono accadere. </p>
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		<title>Nicola Ferraro (Udeur) è stato condannato a nove anni e quattro mesi per aver fatto da tramite tra camorra e imprese</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 13:20:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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di Roberto Saviano &#8211; Si è chiuso Il processo Normandia: Nicola Ferraro (Udeur) è stato condannato a nove anni e quattro mesi per aver fatto da tramite tra camorra e imprese. È accusato di aver avuto rapporti con uomini del clan dei Casalesi e questo ha condizionando la sua attività di politico e di imprenditore. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/22/nicola-ferraro-udeur-e-stato-condannato-a-nove-anni-e-quattro-mesi-per-aver-fatto-da-tramite-tra-camorra-e-imprese/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>di Roberto Saviano &#8211; Si è chiuso Il processo Normandia: Nicola Ferraro (Udeur) è stato condannato a nove anni e quattro mesi per aver fatto da tramite tra camorra e imprese. È accusato di aver avuto rapporti con uomini del clan dei Casalesi e questo ha condizionando la sua attività di politico e di imprenditore. Ferraro è stato a lungo il segretario regionale dell&#8217;Udeur di Clemente e Sandra Mastella, e fu con loro coinvolto nell&#8217;ulteriore inchiesta che portò alla caduta del governo Prodi. Il partito di Ferraro e dei Mastella è stato un perno essenziale del sistema di potere bassoliniano. Nicola Ferraro, regnante Bassolino, è stato presidente della Commissione permanente della Regione Campania, l&#8217;organismo che avrebbe dovuto controllare la trasparenza degli affari istituzionali regionali. È stato un politico di primo piano e questa condanna pesa come un macigno sulla gestione della Regione Campania negli anni del centro-sinistra. Nello stesso processo sono stati condannati anche il fratello di Nicola Ferraro, Luigi, a sette anni di carcere. E Nicola Schiavone, nipote di Francesco &#8220;Sandokan&#8221; Schiavone, a 10 anni, come interfaccia del clan nel settore degli appalti pubblici. Questa sentenza, dopo il processo Spartacus, ci permette, ancora una volta, di leggere le dinamiche e tracciare i percorsi che regolano e determinano i sodalizi tra camorra, politica e imprenditoria.</p>
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		<title>#liberalizziamo l&#8217;Italia &#8211; Tempio di Adriano (Roma), 25 febbraio. Il programma</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:11:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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Sabato 25 febbraio, dalle ore 10 alle 18, presso il Tempio di Adriano di Roma, Generazione Futuro (il movimento giovanile di FLI) ha organizzato una manifestazione dal titolo &#8220;Liberalizziamo l&#8217;Italia&#8221;. Una giornata ricca di interventi e con tantissime testimonianze dell&#8217;Italia giovane che lavora, sta sul mercato e guarda con grande favore alle riforme del governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/22/liberalizziamo-litalia-tempio-di-adriano-roma-25-febbraio-il-programma/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p><a href="http://www.gianmariomariniello.it/wp-content/uploads/liberalizziamo_manifesti_roma.jpg"><img src="http://www.gianmariomariniello.it/wp-content/uploads/liberalizziamo_manifesti_roma-225x300.jpg" alt="" title="liberalizziamo_manifesti_roma" width="225" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-2014" /></a>Sabato 25 febbraio, dalle ore 10 alle 18, presso il Tempio di Adriano di Roma, Generazione Futuro (il movimento giovanile di FLI) ha organizzato una manifestazione dal titolo &#8220;Liberalizziamo l&#8217;Italia&#8221;. Una giornata ricca di interventi e con tantissime testimonianze dell&#8217;Italia giovane che lavora, sta sul mercato e guarda con grande favore alle riforme del governo Monti.</p>
<p>Ad aprire i lavori i responsabili romani di Generazione Futuro e di FLI, Maria Beatrice Scibetta e l&#8217;On. Flavia Perina. A seguire l’intervento di Massimo Costa, giovane candidato del Terzo Polo a Sindaco di Palermo. A chiudere la mattinata saranno gli interventi di Italo Bocchino, vice presidente FLI, e Mario Baldassarri, responsabile economico del partito di Fini.</p>
<p>Nel pomeriggio, dopo il saluto del coordinatore nazionale FLI Roberto Menia, ci saranno le testimonianze pro-liberalizzazioni di Mirko Raguso (giovane imprenditore), Nicoletta Giorgi (Coordinatrice delle Sezioni Triveneto dell&#8217;Associazione Italiana Giovani Avvocati), Fabrizio Goria (giovane reporter finanziario), Antonio Aloisi (studente, firmatario &#8220;lettera dei ventenni&#8221; al Corriere della Sera), Andrea Di Benedetto (presidente CNA giovani imprenditori) e Angelo Mellone (giornalista RAI e scrittore).</p>
<p>La giornata si concluderà con gli interventi di Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale di Generazione Futuro, e del Presidente Gianfranco Fini.</p>
<p>Sarà possibile seguire l&#8217;evento live su twitter, attraverso il livetweeting dell&#8217;account @Generaz_Futuro.</p>
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		<title>Foggia, Matera e Potenza: primo week-end di Marzo pieno di congressi</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 07:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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		<description><![CDATA[[ 4 febbraio 2012; 17:30 a 18:30. 2 marzo 2012; 16:00 a 17:00. 3 marzo 2012; 17:00 a 18:00. ] Continuano i congressi di Generazione Futuro. Dopo #liberalizziamo l'Italia, si continua con la grande partecipazione. Tappa a Foggia, Matera e Potenza. Destinazione futuro. 

2 marzo
Foggia – ore 16 – sala consiliare della Provincia di Foggia 
3 marzo
Matera – ore 17 – sede provinciale FLI, via XX settembre 39
4 marzo
Potenza - 0re 17,30 - casa S. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/22/foggia-matera-e-potenza-primo-week-end-di-marzo-pieno-di-congressi/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>Continuano i congressi di Generazione Futuro. Dopo #liberalizziamo l&#8217;Italia, si continua con la grande partecipazione. Tappa a Foggia, Matera e Potenza. Destinazione futuro. </p>
<p>2 marzo<br />
Foggia – ore 16 – sala consiliare della Provincia di Foggia<br />
3 marzo<br />
Matera – ore 17 – sede provinciale FLI, via XX settembre 39<br />
4 marzo<br />
Potenza &#8211; 0re 17,30 &#8211; casa S. Domenico, Via Rossellino, 7 </p>
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		<title>#liberalizziamo l&#8217;Italia: sabato tutti a Roma con Gianfranco Fini</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 17:49:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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Sabato 25 febbraio, dalle ore 10 alle 18, presso il Tempio di Adriano di Roma, Generazione Futuro (il movimento giovanile di FLI) ha organizzato una manifestazione dal titolo &#8220;Liberalizziamo l&#8217;Italia&#8221;. Una giornata ricca di interventi e con tantissime testimonianze dell&#8217;Italia giovane che lavora, sta sul mercato e guarda con grande favore alle riforme del governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/21/liberalizziamo-litalia-sabato-tutti-a-roma-con-gianfranco-fini/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>Sabato 25 febbraio, dalle ore 10 alle 18, presso il Tempio di Adriano di Roma, Generazione Futuro (il movimento giovanile di FLI) ha organizzato una manifestazione dal titolo &#8220;Liberalizziamo l&#8217;Italia&#8221;. Una giornata ricca di interventi e con tantissime testimonianze dell&#8217;Italia giovane che lavora, sta sul mercato e guarda con grande favore alle riforme del governo Monti.</p>
<p>Ad aprire i lavori i responsabili romani di Generazione Futuro e di FLI e a seguire l’intervento di Massimo Costa, giovane candidato del Terzo Polo a Sindaco di Palermo. A chiudere la mattinata saranno gli interventi di Italo Bocchino, vice presidente FLI, e Mario Baldassarri, responsabile economico del partito di Fini.</p>
<p>Nel pomeriggio, dopo il saluto del coordinatore nazionale FLI Roberto Menia, ci saranno le testimonianze pro-liberalizzazioni di Mirko Raguso (giovane imprenditore), Nicoletta Giorgi (Coordinatrice delle Sezioni Triveneto dell&#8217;Associazione Italiana Giovani Avvocati), Fabrizio Goria (giovane reporter finanziario), Andrea Di Benedetto (presidente CNA giovani imprenditori) e Angelo Mellone (giornalista RAI e scrittore).</p>
<p>La giornata si concluderà con gli interventi di Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale di Generazione Futuro, e del Presidente Gianfranco Fini.</p>
<p>Sarà possibile seguire l&#8217;evento live su twitter, attraverso il livetweeting dell&#8217;account @Generaz_Futuro.</p>
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		<title>&#8220;Un piano per la crescita in Europa&#8221;. Il ritorno della politica estera italiana</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 13:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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Ci incontriamo a Bruxelles in un momento rischioso per le economie europee: la crescita è in una fase di stallo, la disoccupazione è in aumento, i cittadini e le imprese si trovano di fronte a delle situazioni che sono le più difficili tra tutte quelle incontrate da molti anni a questa parte. Mentre le principali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/21/un-piano-per-la-crescita-in-europa-il-ritorno-della-politica-estera-italiana/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>Ci incontriamo a Bruxelles in un momento rischioso per le economie europee: la crescita è in una fase di stallo, la disoccupazione è in aumento, i cittadini e le imprese si trovano di fronte a delle situazioni che sono le più difficili tra tutte quelle incontrate da molti anni a questa parte. Mentre le principali economie concorrenti stanno uscendo ad un ritmo costante dal buio della recente crisi mondiale, la turbolenza dei mercati finanziari e l’onere del debito rendono molto più duro il percorso in salita verso la ripresa in Europa.</p>
<p>L’Europa ha molti asset economici fondamentali ma la crisi che abbiamo davanti è anche una crisi di crescita. Gli sforzi che ciascuno di noi sta intraprendendo per rimettere le nostre finanze nazionali su una base sostenibile sono essenziali, senza di essi non potremo gettare le basi per una ripresa economica forte e duratura. Ma è necessario agire anche per rendere moderne le nostre economie, costruire una maggiore competitività e correggere gli squilibri macroeconomici. Dobbiamo ricostruire la fiducia, tra i cittadini, le aziende ed i mercati finanziari, nel fatto che l’Europa sarà capace di crescere in futuro in maniera forte e sostenibile e di mantenere la propria parte di prosperità globale.</p>
<p>Abbiamo discusso di questi argomenti l’ultima volta che ci siamo incontrati ed è giusto riaffrontarli di nuovo. Partendo dalle conclusioni che abbiamo raggiunto in precedenza, è arrivato il momento di mostrare leadership e di prendere decisioni coraggiose che possano portare i risultati che i nostri popoli esigono. Accogliamo con favore i passi che si stanno intraprendendo, sia a livello nazionale che a livello europeo, per affrontare questa sfida e siamo impazienti di concordare futuri passi concreti nella nostra prossima riunione, concentrando l’azione su otto priorità chiare per rafforzare la crescita.</p>
<p>Innanzitutto, dobbiamo portare il mercato comune alla successiva fase di sviluppo, rafforzando la governance e innalzando gli standard di attuazione. Il rapporto della Commissione al Consiglio Europeo di giugno dovrebbe fissare delle azioni chiare e dettagliate necessarie per migliorare l’attuazione e rafforzare l’esecuzione.</p>
<p>Si dovrebbe cominciare ad agire nel settore dei servizi che oggi rappresentano quasi i quattro quinti della nostra economia eppure c’è ancora molto da fare per aprire il mercato dei servizi nella misura necessaria. Dobbiamo agire urgentemente, sia a livello nazionale che europeo, per rimuovere le restrizioni che ostacolano l’accesso e la concorrenza e per aumentare gli standard di attuazione ed esecuzione per ottenere reciproco riconoscimento all’interno del mercato unico. Siamo impazienti di leggere il rapporto della Commissione circa l’esito delle verifiche di performance di settore e facciamo appello alla Commissione affinché ottemperi all’obbligo previsto ai sensi della direttiva sui servizi di riferire in maniera completa e globale circa gli sforzi realizzati per aprire i mercati dei servizi e fare raccomandazioni per l’emanazione di misure aggiuntive, laddove necessario nell’ambito della legislazione, per realizzare il mercato interno nel settore dei servizi.</p>
<p>In secondo luogo, dobbiamo aumentare i nostri sforzi per creare, entro il 2015, un mercato unico realmente digitale. L’economia digitale si sta espandendo rapidamente ma il livello di scambi internazionali rimane basso e la creatività è soffocata da una rete complessa di sistemi nazionali diversi nell’ambito del copyright. E’ necessario agire a livello dell’Unione per offrire alle aziende ed ai consumatori gli strumenti e la fiducia per realizzare scambi on-line, semplificando il sistema della concessione delle licenze, partendo da un efficace quadro di riferimento per il copyright, mettendo a disposizione un sistema sicuro e accessibile di pagamenti internazionali on-line, creando dei meccanismi on-line di risoluzione delle controversie per le transazioni internazionali on-line e modificando il quadro europeo per la firma digitale. Dovremmo partire dalle recenti proposte della Commissione, senza riaprire la direttiva sul commercio elettronico, per creare un sistema che bilanci gli interessi dei consumatori, delle aziende e dei titolari dei diritti e sia da spinta all’innovazione, all’attività creativa ed alla crescita. Dobbiamo anche continuare i nostri sforzi per costruire delle infrastrutture moderne per offrire una migliore copertura in banda larga e avviare, ampliare e promuovere i servizi di e-government per semplificare lo start-up e la gestione delle aziende ed aiutare la mobilità dei lavoratori.</p>
<p>In terzo luogo, dobbiamo mantenere il nostro impegno di costituire, entro il 2014, un mercato interno autentico, efficace ed efficiente nel settore dell’energia. Tutti gli Stati Membri dovrebbero attuare il Terzo Pacchetto sull’Energia (Third Energy Package) in maniera completa, rapida e tenendo conto delle scadenze concordate. Andrebbe migliorata l’interconnessione energetica per contribuire a sostenere la sicurezza delle forniture. E’ anche necessario agire con urgenza, a livello nazionale e, laddove necessario, a livello collettivo, per eliminare le barriere sia di pianificazione che di tipo normativo frapposte agli investimenti nelle infrastrutture per liberare le potenzialità del mercato comune e sostenere la crescita verde ed una economia a basse emissioni. Siamo impazienti di leggere l’imminente comunicazione della Commissione sul funzionamento del mercato interno, che dovrebbe comprendere una valutazione del grado di liberalizzazione e dell’apertura del mercato energetico negli Stati membri. Ci impegniamo anche a fare progressi concreti per lo sviluppo di un’Area Unica Europea dei Trasporti e per creare la Connecting Europe Facility.</p>
<p>Quarto, dobbiamo raddoppiare il nostro impegno nei confronti dell’innovazione creando l’Area Europea della Ricerca, creando l’ambiente migliore possibile per gli imprenditori ed i creatori di innovazioni affinché essi possano commercializzare le proprie idee e creare posti di lavoro e mettendo l’innovazione spinta dalla domanda al centro della strategia dell’Europa nel campo della ricerca e dello sviluppo. Dobbiamo anche agire in maniera decisa per migliorare le opportunità di investimento per le start-up innovative, per le società a rapida crescita e per le piccole imprese, creando un efficiente regime di venture capital su base europea che consenta ai fondi di venture capital di operare su base pan-europea, valutando la proposta di un programma europeo di venture capital partendo dal Fondo Europeo per gli Investimenti e dalle altre istituzioni finanziarie in collaborazione con gli operatori nazionali e concordando un nuovo programma di portata europea, sul modello del programma di Ricerca sull’Innovazione delle Piccole Imprese (Small Business Innovation Research) per favorire un utilizzo più efficace degli appalti pubblici pre-commerciali per sostenere le aziende innovative e high tech. Hanno ancora altissima priorità le riforme miranti a creare un efficace sistema “business-friendly” di protezione della proprietà intellettuale.</p>
<p>Quinto, sono necessarie azioni decisive per offrire dei mercati globali aperti. Quest’anno dovremmo concludere degli accordi di libero scambio con India, Canada, i paesi dell’area orientale ed una serie di partner dell’ ASEAN. Dovremmo anche rafforzare i rapporti commerciali con i paesi dell’area sud. Si dovrebbe dare nuovo impeto ai negoziati commerciali con partner strategici come il Mercosur ed il Giappone, con i negoziati con il Giappone avviati prima dell’estate, a condizione che si facciano progressi circa la portata e l’ambizione di un accordo di libero scambio. I contratti attualmente sul tavolo potrebbero aggiungere altri €90 miliardi al PIL dell’Unione.</p>
<p>Ma dobbiamo andare ancora oltre. Dobbiamo dare un’ulteriore spinta politica all’approfondimento dell’integrazione economica con gli Stati Uniti, prendendo in esame tutte le opzioni compresa quella di un accordo di libero scambio, dobbiamo cercare di accrescere le relazioni commerciali e gli investimenti con la Russia, a seguito del suo ingresso nel WTO e dobbiamo avviare una valutazione strategica dei nostri rapporti commerciali e nel campo degli investimenti con la Cina, con l’obiettivo di rafforzare i nostri legami commerciali e consolidare l’impegno di realizzare degli scambi basati sulle regole. Riconoscendo I vantaggi comportati da mercati aperti, dovremmo proseguire i nostri sforzi per rafforzare il sistema multilaterale, anche attraverso l’Agenda di Sviluppo di Doha, impegnarci a concludere accordi multilaterali e plurilaterali in aree e settori prioritari e resistere al protezionismo e cercare un maggiore accesso al mercato per le nostre aziende nei paesi terzi. Soprattutto, dobbiamo resistere alla tentazione di perseguire un protezionismo controproducente nei nostri rapporti commerciali.</p>
<p>Sesto, dobbiamo sostenere e rendere più ambizioso il nostro programma di ridurre il peso della normative europea. Accogliamo con favore gli impegni assunti dalle istituzioni di ridurre il peso sulle piccole imprese ma sollecitiamo dei progressi ulteriori e più rapidi in tutte le istituzioni europee mantenendo l’integrità del mercato unico e gli obiettivi più ampi dell’Unione. Dovremmo valutare la portata di nuovi e ambiziosi obiettivi di settore a livello europeo e concordare nuovi passi per offrire benefici tangibili all’industria. Dovremmo anche rilasciare una dichiarazione chiara e visibile della nostra intenzione di sostenere le micro-imprese e chiedere alla Commissione di presentare proposte dettagliate per ottenere tutto ciò, compresi possibili emendamenti alla legislazione in vigore. Chiediamo anche alla Commissione di pubblicare una dichiarazione annuale che individui e spieghi i costi totali netti per le aziende delle proposte normative presentate l’anno precedente.</p>
<p>Settimo, dobbiamo agire a livello nazionale e, rispettando le competenze nazionali, a livello collettivo, per promuovere un mercato del lavoro ben funzionante che offra opportunità di occupazione e, cosa fondamentale, favorisca livelli maggiori di partecipazione al mercato del lavoro da parte di giovani, donne e lavoratori più anziani. Si dovrebbe prestare particolare attenzione anche ai gruppi vulnerabili che sono stati fuori dal mercato del lavoro per lunghi periodi. Dovremmo favorire la mobilità della manodopera per creare un mercato del lavoro europeo più integrato ed aperto, ad esempio facendo progressi nell’acquisizione e conservazione di diritti aggiuntivi alla pensione per i lavoratori migranti, rispettando al contempo il ruolo delle parti sociali. Dovremmo anche agire ulteriormente per ridurre il numero delle professioni regolamentate in Europa, attraverso l’introduzione di un nuovo duro test di proporzionalità stabilito dalla legislazione. In questo contesto, chiediamo alla Commissione di convocare senza indugio un nuovo forum per la valutazione reciproca delle pratiche nazionali per contribuire ad individuare ed eliminare le barriere normative ingiustificate, esaminare le alternative alla regolamentazione che garantiscano alti standard professionali e valutare la portata di un ulteriore allineamento degli standard per facilitare il riconoscimento reciproco delle qualifiche professionali.</p>
<p>Ed infine, dobbiamo assumere delle iniziative per costruire un settore dei servizi finanziari che sia solido, dinamico e competitivo, che crei posti di lavoro e offra sostegno vitale a cittadini ed imprese. Dovrebbero essere ridotte le garanzie implicite che consentono sempre di salvare le banche e che distorcono il mercato unico. Le banche, e non i contribuenti, dovrebbero farsi carico dei costi dei rischi che assumono. Pur mirando ad avere un piano di parità, dovremmo impegnarci irrevocabilmente a rispettare degli standard internazionali vincolanti per i capitali, la liquidità ed il leverage senza stemperamenti, garantendo che la legislazione europea aderisca agli standard di Basilea 3 per assicurare la stabilità finanziaria e soddisfare le esigenze di finanziamento delle nostre economie. Alle banche si dovrebbe chiedere di mantenere livelli e forme adeguati di capitale in linea con i criteri internazionali, senza discriminazione tra equity privati e pubblici. Facciamo anche appello affinché si attuino in maniera rigorosa i principi del G20 sulla remunerazione del settore creditizio in linea con l’attuale legislazione europea.</p>
<p>Ciascuno di noi riconosce che il piano che proponiamo richiede leadership e decisioni politiche difficili ma la posta in gioco è alta e le azioni in molte di queste aree avrebbero dovuto essere intraprese da tempo. Con iniziative coraggiose ed efficienti ed una forte volontà politica potremo recuperare il dinamismo dell’Europa riportare le nostre economie sulla strada della ripresa. Sollecitiamo voi ed il Consiglio Europeo e dare risposta all’appello dei nostri popoli a realizzare delle riforme e a contribuire a ristabilire la loro fiducia nella capacità dell’Europa di offrire una crescita forte e sostenibile.</p>
<p>Inviamo questa lettera in copia ai colleghi del Consiglio Europeo</p>
<p style="text-align: right;">David Cameron, Primo Ministro del Regno Unito<br />
Mark Rutte, Primo Ministro dei Paesi Bassi<br />
Mario Monti, Primo Ministro d’Italia<br />
Andrus Ansip, Primo Ministro Dell’Estonia<br />
Valdis Dombrovskis, Primo Ministro della Lettonia<br />
Jyrki Katainen, Primo Ministro della Finlandia<br />
Enda Kenny, Taoiseach, Repubblica d’Irlanda<br />
Petr Nečas, Primo Ministro della Repubblica Ceca<br />
Iveta Radičová, Primo Ministro della Slovacchia<br />
Mariano Rajoy, Primo Ministro di Spagna<br />
Fredrik Reinfeldt, Primo Ministro di Svezia<br />
Donald Tusk, Primo Ministro della Polonia</p>
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		<title>#miMeritoLavoro: sottoscriviamo lettera dei 20enni al &#8220;Corriere&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:22:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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(AGI) &#8211; Roma, 21 feb. &#8211; &#8220;La lettera dei ventenni sul Corriere e&#8217; condivisibile dalla A alla Z. La nostra generazione, gia&#8217; figlia della recessione, dovra&#8217; anche vivere al di sotto delle proprie possibilita&#8217;, perche&#8217; sara&#8217; impegnata a pagare debiti fatti dalle precedenti generazioni, specialmente quella dei figli del boom economico. Siamo pronti a pagare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http://www.gianmariomariniello.it/2012/02/21/mimeritolavoro-sottoscriviamo-lettera-dei-20enni-al-corriere/&amp;layout=button_count&amp;show_faces=false&amp;width=250&amp;action=like&amp;font=&amp;colorscheme=light&amp;height=40" scrolling="no" frameborder="0" style="border:none; overflow:hidden; width:250px; height:40px;" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>(AGI) &#8211; Roma, 21 feb. &#8211; &#8220;La lettera dei ventenni sul Corriere e&#8217; condivisibile dalla A alla Z. La nostra generazione, gia&#8217; figlia della recessione, dovra&#8217; anche vivere al di sotto delle proprie possibilita&#8217;, perche&#8217; sara&#8217; impegnata a pagare debiti fatti dalle precedenti generazioni, specialmente quella dei figli del boom economico. Siamo pronti a pagare i debiti fatti dai nostri padri, ma chiediamo al governo di fare le riforme necessarie per superare dualismo nel mercato del lavoro e vincere le sfide del futuro. Noi giovani siamo pronti a prenderci le nostre responsabilita&#8217;. Il governo faccia la sua parte. E lo faccia presto. Senza cedere a diktat di sindacati, che non rappresentano i giovani e soprattutto i lavoratori di domani&#8221;. Lo afferma in una nota Gianmario Mariniello, coordinatore nazionale di Generazione Futuro, movimento giovanile FLI. </p>
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		<title>La lettera dei 20enni: riformare subito il mercato del lavoro. Per pochi giorni non posso firmare anch&#8217;io :(</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 10:01:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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Caro sig. Presidente del Consiglio, cara sig.ra Ministro,
in queste ore si discute ovunque della riforma del mercato del lavoro. Il contributo di noi studenti ventenni giunge in forma sincera e spontanea, il nostro non è tifo scriteriato né corporativismo generazionale: è serio interesse per il futuro, anche occupazionale, che ci vedrà giocoforza protagonisti. Riteniamo doveroso [...]]]></description>
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<p>Caro sig. Presidente del Consiglio, cara sig.ra Ministro,</p>
<p>in queste ore si discute ovunque della riforma del mercato del lavoro. Il contributo di noi studenti ventenni giunge in forma sincera e spontanea, il nostro non è tifo scriteriato né corporativismo generazionale: è serio interesse per il futuro, anche occupazionale, che ci vedrà giocoforza protagonisti. Riteniamo doveroso partecipare al dibattito con le nostre proposte ed osservazioni: si ragiona di diritti (che ci sono negati, si potrebbe aggiungere) e vorremmo offrire il nostro modesto punto di vista. Le idee che proviamo a riassumere in questa lettera aperta non trovano spazio nello scontro ideologico in atto, anche perché non germogliano all’interno di esperienze rigidamente consolidate; non ci riteniamo “arruolati” nello schema ottocentesco di sigle ed etichette: anzi ci spiace che le scorciatoie lessicali abbiano avuto la meglio sui contenuti. Siamo colposamente sospesi tra il vuoto di aspettative ed il miraggio di sicurezze, senza possibilità di metterci in gioco con le stesse garanzie che i nostri padri e i nostri nonni si vedono attribuite.</p>
<p>Proprio nelle scorse settimane Lei è intervenuto a proposito della necessità di ridare opportunità concrete a chi oggi rischia di restare senza tutela alcuna. Il mondo cui ci affacciamo ci pare follemente bipartito: da un lato i privilegi acquisiti, dall’altro le occasioni perse. Dal guado in cui rischiamo di essere intrappolati, non tolleriamo che &#8211; come troppo spesso accade &#8211; le posizioni su un argomento tanto delicato cedano alla banalizzazione del partito preso. Vorremmo essere cittadini maturi di un Paese in cui ci si rivolge ai giovani con un occhio di riguardo e siamo convinti che ora si possa realizzare la tanto agognata inversione di rotta: è tempo di premere l’acceleratore sulle riforme. È inoltre evidente che, solo se si riuscisse a puntare tutto sulla nostra generazione, anche la vicenda economica nazionale ne trarrebbe diretto vantaggio.</p>
<p>«Tutelare un po’ meno chi è oggi tutelato e tutelare un po’ di più chi oggi è quasi schiavo nel mercato del lavoro o proprio non riesce ad entrarci». Concordiamo senza dubbio con le parole del Presidente; quanto al metodo, aggiungiamo pure che, in questo momento di trattative serrate, si rischia di lasciare fuori dal tavolo della concertazione un’intera categoria di portatori di interessi: quella di noi giovani. La nostra voce è stata marginalizzata e resa afona, anche per via di nostre comprovate responsabilità: abbiamo subito le decisioni e consentito che la nostra indifferenza lasciasse ampi spazi di manovra a chi non ha avuto a cuore le nostre sorti. Nel sistema economico in cui operiamo, è richiesta la capacità di essere competitivi e dinamici: non abbiamo scritto noi le regole del gioco ma siamo tenuti a rispettarle per vincere la sfida della crescita. Anche le imprese italiane quindi, per offrire nuova occupazione e competere a livello internazionale, devono poter “stare sul mercato”.</p>
<p>Abbiamo forti speranze ed una notevole fiducia in questo esecutivo, crediamo insomma che sia il momento giusto per osare. Chiediamo che si rinunci definitivamente al clima di discriminazione nei confronti dei giovani. È un errore cui occorre porre rimedio, in fretta: spostare la bilancia del futuro dal privilegio al merito è l’impegno con cui vorremmo si cimentassero in questo momento le istituzioni patrie. Sappiamo che il dibattito è attorcigliato attorno a temi abusati, rinunciamo dunque a parlarne per evitare l’autoreferenzialità del già detto. Non ci scandalizza che si cominci a ragionare del cosiddetto “motivo economico o organizzativo per il licenziamento”, nell’ottica di una intelligente spinta riformatrice. Oggi imprenditore e lavoratore si muovono nella stessa direzione e condividono i medesimi obiettivi, entrambi vogliono il bene dell’azienda. Si aggiunga che il “nanismo” del settore imprenditoriale è anche cagionato da norme oggi superate, che hanno finito per imporre un regime di incertezze in cui risulta vincente il precariato come modello d’impiego, specie per i giovani.</p>
<p>Non ci stiamo: proprio perché crediamo di valere molto, ci diciamo pronti alla sfida. Si valutino merito, creatività e talento: si premino i più bravi attraverso un nobile sistema di incentivi economici e sociali. Quella che auspichiamo è una riforma culturale, i nostri padri oggi vivono nella bambagia delle tutele grazie ad un «dispetto generazionale»: siamo costretti noi tutti a soccombere rispetto alle mille garanzie che le generazioni che ci hanno preceduti si sono arbitrariamente assegnate. È tempo di ristabilire le priorità e allocare con equità i necessari sacrifici: l’egoismo dei protetti, l’ingordigia dei privilegiati sono malattie che rischiano di ammorbare il nostro avvenire. Scommettiamo senza indugio nella flessibilità e distribuiamo lealmente le tutele: sono queste le nostre richieste, in sintesi. Le sigle politiche che hanno guidato il Paese negli ultimi decenni, anche per via di un ossequio screanzato verso la propria base elettorale, hanno totalmente escluso il tema del lavoro dall’agenda di governo. Hanno prevalso le forze della conservazione, il Paese ha rinunciato alla sua anima “solida” e “solidale”.</p>
<p>Fate presto, vi scongiuriamo: l’unico modo per far davvero crescere una Nazione è investire, investire sul futuro. Sappiamo che la squadra di Governo è al lavoro per ridisegnare i contorni normativi della materia, ci piacerebbe tenesse conto dei nostri spunti. Signor Presidente, non neghi ai giovani la chance di ripartenza e “rimuova gli ostacoli di ordine economico e sociale” che hanno finito per realizzare l’attuale regime di apartheid occupazionale fra protetti e non protetti. Buon lavoro da tutti noi.</p>
<p>Aggiungi la tua fima nei commenti, se condividi il testo, e fai girare. Grazie molte!</p>
<p>Antonio Aloisi, Milano<br />
Annalaura Sbrizzi, Napoli<br />
Matteo Scattola, Durham (UK)<br />
Ester Madonia, Catania<br />
Matteo Leffi, Trieste<br />
Francesca Luvisotti, Roma<br />
Ilaria Lezzi, Lecce<br />
Timoteo Carpita, Roma<br />
Luca Signorello, Trapani<br />
Luigi de Maria, Perugia<br />
Piero Majolo, Vicenza<br />
Flavio Morrone, Salerno<br />
Giulio Giannelli, Gorizia<br />
Riccardo Vurchio, Modena<br />
Maria Dora Maresca, Avellino<br />
Amedeo Enna, Udine<br />
Filippo Caiuli, Potenza<br />
Francesco Perin, Venezia<br />
Nicolò Politi, Catania</p>
<p>Lettera pubblicata il 21 febbraio sul Corriere della Sera</p>
<p><a href="http://www.gianmariomariniello.it/wp-content/uploads/20120221-110106.jpg"><img src="http://www.gianmariomariniello.it/wp-content/uploads/20120221-110106.jpg" alt="20120221-110106.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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		<title>&#8220;La fine del PdL&#8221;. Musica di Silvio Berlusconi. In scena a Palermo!</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 09:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gianmario Mariniello</dc:creator>
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Il PdL ha copiato la musica per i titoli di coda di quello che fu un grande partito nazionale, adesso ridotto dagli errori di Berlusconi e dalla gestione Alfano a una finta &#8220;lista civica&#8221;. La &#8220;fine del PdL&#8221; peró è vera. E andrà in scena a Palermo. Musica (tarocca) di Silvio Berlusconi

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<p>Il PdL ha copiato la musica per i titoli di coda di quello che fu un grande partito nazionale, adesso ridotto dagli errori di Berlusconi e dalla gestione Alfano a una finta &#8220;lista civica&#8221;. La &#8220;fine del PdL&#8221; peró è vera. E andrà in scena a Palermo. Musica (tarocca) di Silvio Berlusconi</p>
<p><a href="http://www.gianmariomariniello.it/wp-content/uploads/20120221-104251.jpg"><img src="http://www.gianmariomariniello.it/wp-content/uploads/20120221-104251.jpg" alt="20120221-104251.jpg" class="alignnone size-full" /></a></p>
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