I nostri padri, l’Italia e un’eredità pesante che compromette il nostro futuro
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06 feb 12
“Lasceremo ai nostri figli un’Italia peggiore di come l’abbiamo ricevuta in eredità dai nostri padri”. Potrebbe essere questo – al momento lo é – il giudizio storico che la generazione che mi ha e ci ha preceduto corre il rischio di doversi auto-affibbiare.
Figli del boom economico, i nostri padri hanno visto i loro figli crescere nella stagnazione economica degli ultimi vent’anni. E chi oggi ha 18 anni o poco più, sarà figlio della recessione, del declino, della depressione di un’Italia in grande difficoltà e in grande crisi.
Una generazione da rottamare? Forse. Di sicuro la generazione dei nostri padri ha campato al di sopra delle proprie possibilità, lasciando sulle spalle di chi verrà dopo di loro un debito pubblico enorme, un fardello che costringerà la mia generazione a vivere al di sotto delle nostre possibilità, impegnati come saremo a pagare debiti contratti da altri.
Adesso delle due l’una: o i nostri padri si impegnano – con uno sforzo incredibile – a provare a raddrizzare la rotta, oppure si tolgano di mezzo e visto che dobbiamo pagare i loro debiti, ci diano spazio e possibilità di rimettere la nave Italia sulla giusta rotta.
Detto questo, la mia generazione deve smetterla di piangersi addosso, di aspettare miracoli dall’alto e si dia da fare per prendersi spazi e responsabilità per immaginare e costruire il futuro dei nostri figli, dei nostri nipoti, della nostra Italia. É arrivato il momento di caricarci la nostra Nazione sulle spalle.






