-
03 giu 11
“Se abbiamo perso a Napoli non è certo per colpa di Cosentino“, tuona Mario Landolfi, che non perde occasione per difendere il suo Coordinatore regionale. Una lode che si unisce al coro degli ex AN favorevoli alla nomina di Alfano a Segretario politico del Pdl. Pura captatio benevolentiae.
La verità è che – quote o non quote – nel Pdl gli ex AN senza Fini non contano una mazza. E non potrebbe essere altrimenti: il Pdl senza Fini – che è un simbolo, prima di essere un leader – è una FI allargata (male). Gli ex AN si sono adeguati, accontentadosi di poltrone e sottogoverno.
Così Fini ha avuto ancora una volta ragione, quando a Mirabello 2010 parlò dei vari Alemanno, La Russa, Meloni, Gasparri e Matteoli come colonnelli che hanno «soltanto cambiato generale e magari sono già pronti a cambiarlo ancora qualora ce ne fosse la necessità». Ieri, Berlusconi, oggi Alfano, domani Sauron…
L’anello del potere ha sconfitto quella che si vantava di essere una comunità ma che ha dimostrato essere solo un’accozzaglia.
Ma c’è ancora chi non si arrende…






